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Trasformazione digitale: come rendere il 2022 sicuro

Trasformazione digitale: come rendere il 2022 sicuro

Le tecnologie digitali hanno consentito alle imprese e alla società di continuare a funzionare anche durante le crisi. Grazie ad esse si è continuato a fornire assistenza sanitaria, educazione scolastica e sostegno alle aziende in difficoltà. La pandemia, però, ha sottolineato anche una certa disuguaglianza digitale che sussiste nel mondo. Non tutti i cittadini, infatti, hanno accesso al digitale nello stesso modo. I leader della trasformazione digitale hanno discusso del tema cercando soluzioni per facilitare l’evoluzione tecnologica.  

Le nuove tecnologie durante la pandemia

Quando il peggio della pandemia sarà, un giorno, alle nostre spalle, ci ritroveremo in un mondo cambiato, grazie ai progressi tecnologici.

Tutti i campi ne hanno tratto benefici. Maggiore accesso all’assistenza sanitaria (in particolare all’assistenza sanitaria mentale), all’istruzione, alla formazione professionale e alla finanza.

Sembrerà assurdo, ma la pandemia ha fornito una spinta a reagire non indifferente. Secondo il rapporto 2021 sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, la produzione tecnologica ne è stata foriera. È stata infatti vista come il motore chiave di una ripresa economica. L’aumento della domanda nel settore dell’elettronica è un esempio.

Forse dovuto al passaggio allo smart working? Forse al nuovo fascino dell’e-commerce? O semplicemente merito nei nostri studenti impegnati ormai quotidianamente in DaD.

La trasformazione digitale ha accresciuto i rischi?

Tuttavia, con 3 miliardi di persone in tutto il mondo ancora offline, la pandemia ha anche esposto ed esacerbato la disuguaglianza digitale e le lacune che ancora esistono nell’accesso digitale. I dati del rapporto del World Economic Forum parlano chiaro.

Ci dicono anche che, dove ha avuto i suoi frutti, la velocità della transizione digitale ha portato a vulnerabilità e rischi. Nel 2020 abbiamo assistito a un aumento del 358% dei malware e del 435% degli attacchi ransomware.

Ciò aggrava ulteriormente la disuguaglianza digitale. Anche i rischi immateriali, come la disinformazione, le frodi e la mancanza di sicurezza digitale, hanno un impatto sulla fiducia del pubblico nei sistemi digitali.

Un recente rapporto di McKinsey sottolinea che mentre l’era digitale è ancora una nuova frontiera, la trasformazione deve partire dall’alto. Iniziare dai CEO che hanno il compito di reinventare il business a fronte dell’era smart.

Ma come possiamo ottenere questo cambiamento in modo equo e sostenibile?

Trasformazione digitale per l’ambiente

Gli scienziati ci hanno avvisato. Dobbiamo limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi. Ciò significa che dobbiamo ridurre le emissioni globali di gas serra del 50% entro il 2030.

Il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) può raggiungere il traguardo prima del 2030 e consentire ad altri settori di muoversi verso l’economia verde.

Il 5G può aiutare nel ridurre le emissioni di carbonio, ad esempio. Esso avrà un impatto su tantissimi campi. Dalla produzione smart, fino ai sistemi di trasporto, alle reti elettriche intelligenti e alla logistica.

Se poi pensiamo all’integrazione di altre tecnologie come IA e IoT, possiamo davvero cambiare il mondo. Migliorare l’ambiente deve essere il primo punto su qualsiasi programma di tecnologia digitale.

Facilitare la collaborazione tra persone e tecnologia

Un altro punto validissimo è instaurare un rapporto di fiducia tra persone e tecnologie. La pandemia, come detto, ha aiutato. Secondo i report, la spesa globale per la trasformazione digitale raggiungerà i 2,8 trilioni di dollari entro il 2025. Si parla di un tasso di crescita annuale composto del 16.4%! Più del doppio rispetto al 2020!

Il digitale è alla base anche nel nuovo modo in cui i consumatori interagiscono e consumano i prodotti. L’ingegneria digitale sta consentendo questa trasformazione. Si sta andando verso una nuova fruizione di servizi e beni. Tecnologie come VR e realtà aumentata colmano il divario tra reale e digitale. L’interazione attiva del consumatore, poi, crea una ricchezza di dati che viene sfruttata per migliorare i prodotti stessi. Ma anche per crearne di nuovi.

Esiste una trasformazione digitale etica?

Ogni leader sta ridefinendo il modo in cui opera la propria azienda, con una forte attenzione al coinvolgere i clienti in nuovi modi. Rispetto a pochi anni fa, ora c’è la consapevolezza che ottenere la giusta trasformazione digitale è il fulcro per la crescita.

Non basta più avere solo buone intenzioni. La chiave è incorporare obiettivi di impatto globale specifici e misurabili nel tessuto dell’attività, con trasparenza e responsabilità.

Dall’uguaglianza e resilienza digitale alla riduzione delle emissioni di carbonio, le sfide globali che dobbiamo affrontare sono complesse. Ogni azienda ha un ruolo sull’impatto ambientale e sociale.

Per far crescere le aziende bisogna conoscere il rischio informatico

Il mondo delle imprese trae vantaggio dalla trasformazione digitale con le opportunità che offre di sviluppo e crescita. Ma queste opportunità ampliano anche i vettori di attacchi informatici.

La resilienza di un’infrastruttura digitale in crescita ha molti requisiti. La sicurezza informatica è già diventata una questione vitale. Tuttavia, alcune aziende ignorano questo bisogno. Per evitare danni irreversibili e garantire una trasformazione aziendale di successo, è importante adottare determinate misure.

In primo luogo, includere i rischi informatici nella strategia di sviluppo dell’azienda, perché questi rischi ora sono aziendali. Un singolo attacco informatico può interrompere le operazioni per giorni e mesi. Affrontare i rischi informatici è un compito complesso e sfaccettato che coinvolge il lavoro di diversi dipartimenti. Includere tali rischi nella strategia di sviluppo può evitare considerevoli perdite finanziarie e reputazionali in futuro.