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Sicurezza dei dati: il piano per un cloud nazionale

Sicurezza dei dati: il piano per un cloud nazionale

La sicurezza dei dati è un argomento di massima importanza e sensibilità. Ne abbiamo parlato diverse volte, ma non è mai abbastanza sottolinearne la vitalità. Accesso ai dati vuol dire accesso al potere. È anche per questo che il ministro della transizione digitale, Vittorio Colao, ha presentato un progetto per un cloud nazionale. Di cosa si tratta? Vediamolo.

Sicurezza dei dati: il cloud nazionale

Il progetto per il cloud nazionale presentato dal ministro Colao ha un piano preciso. Quale? Portare al 75% il trasferimento dei dati della pubblica amministrazione su cloud entro il 2025.

L’obiettivo è stato esplicitato durante una conferenza stampa tenutasi il 7 settembre. In questa sede è stato presentato un documento intitolato Strategia Cloud Italia. Questo dovrebbe fornire una strategia per implementare un cloud di Stato.

Ovviamente, in questo caso la sicurezza dei dati è un presupposto ancora più sensibile del solito. Immaginate i dati strategici riguardanti la pubblica amministrazione!

Lo stesso ministro ha parlato di equilibrio tra sicurezza e nuove tecnologie nel presentare il progetto. I nuovi cloud, criptati, avranno sede fisica nell’Unione Europea e non saranno accessibili da paesi “ostili”.

Ma come sarà organizzato il cloud nazionale?

Il cloud nazionale

Vi sarà una divisione in 5 cloud. Questo per assicurare un ordine dei dati strategici. I dati verranno divisi proprio per garantire una loro sicurezza.

Sono diversi, infatti, i tipi di dati che verranno portati su cloud; dati capaci di portare interruzione di servizi, dati economici, o di sicurezza, ad esempio.

Ma come sono divisi i cinque cloud?

Uno è quello criptato, con chiavi crittografate per proteggere la sensibilità dei dati. Un cloud è dedicato a dati sia pubblici che privati, quindi misti. Altri due sono l’uno dedicato solo ai dati pubblici, l’altro a quelli privati. Infine, vi sarà un cloud pubblico non qualificato con dati anche al di fuori dell’Unione Europea.

Perché è importante la sicurezza dei dati e la creazione di un cloud nazionale?

Innanzitutto, l’Italia è nel bel mezzo di una transizione digitale. Per questo, anche a seguito dei fondi del PNRR, si destineranno grandi sforzi per il potenziamento della cybersecurity.

Le infrastrutture digitali sono necessarie per lo sviluppo del paese.

La creazione di un cloud nazionale può semplificare molte procedure burocratiche, ad esempio. Il Ministero della Giustizia può smaltire così molte pratiche, accedendo più facilmente agli archivi.

Digitalizzare la pubblica amministrazione vuol dire renderla più efficace, veloce e in un certo senso sicura.

Ma gli ambienti cloud sono sempre sicuri? Ci sono dei problemi di sicurezza dei dati di cui dovremmo preoccuparci?

La sicurezza del cloud nazionale

Come detto all’inizio, il tema della sicurezza è in questo caso prioritario.

Le preoccupazioni maggiori, secondo i report, riguardano la sicurezza della rete (58%). A seguire, la mancanza di esperienza nel cloud (47%), l’impiego di personale insufficientemente addestrato (32%).

L’11% degli intervistati ha dichiarato di avere problemi di sicurezza.