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IoT, edge e la carenza di chip: cosa aspettarci nel 2022

IoT, edge e la carenza di chip: cosa aspettarci nel 2022

È di Forrester Research lo studio recente che studia le previsioni per il prossimo anno nel campo delle tecnologie IT. I punti chiave? IoT, Edge Computing e la mancanza di chip e semiconduttori. Questi fattori avranno una grande influenza sul mercato della cybersecurity. Influenzeranno anche la ricerca e i cambiamenti globali nel nostro approccio alla tecnologia. Cosa aspettarci? Quali sono le previsioni? Vediamolo insieme in questo articolo.

Lo studio di Forrester Research

Si chiama “Previsioni 2022: Edge, IoT e Networking” il rapporto di Forrester rilasciato questo mese. Una ricerca che ha come obiettivo lo studio delle tendenze future, specifiche e osservabili, nel mercato delle tecnologie IT.

Queste ricerche non influenzano unicamente i produttori, ma tutta la filiera legata alle nuove tecnologie. Compreso il pubblico di fruitori.

IoT ed Edge Computing

Secondo lo studio i professionisti IT di oggi tendono a pensare al’IoT e all’Edge Computing come fenomeni intrinsecamente connessi. Un utilizzo congiunto dei due sarà la chiave nel 2022 per molte aziende: queste si conformeranno più facilmente alle nuove normative di cybersecurity.

I progressi nei campi dell’IoT e dell’Edge camminano di pari passo; entrambe le aree saranno inoltre legate fortemente alle normative per ridurre le emissioni.

IoT sostenibile

Secondo il rapporto di Forrester, la domanda di servizi legati alla sostenibilità porrà l’IoT e l’edge in primo piano. Il monitoraggio per i livelli di CO2, l’inquinamento e la qualità dell’aria sarà sempre più importante. E così anche i sistemi IoT che consentono alle aziende di gestire le proprie risorse (si pensi all’utilizzo di acqua ed energia) in modo più efficiente.

La parola chiave è sostenibilità. E sempre più aziende se ne stanno rendendo conto, investendo per migliorare le condizioni.

Carenza di chip e semiconduttori: un problema per l’IoT?

Stiamo affrontando un’importante crisi. L’attuale carenza di semiconduttori utili alla costruzione di chip informatici è un grave problema. Secondo molti non si vedrà una conclusione di questa crisi almeno fino alla metà del 2023. Questo vuol dire che l’intero ecosistema IT soffrirà un’instabilità nei prezzi e nelle disponibilità.

La crisi influenza particolarmente il mondo dell’IoT. La maggior parte della fornitura di silicio, infatti, è utilizzata nella produzione di CPU utili ai dispositivi IoT. Questi utilizzano anche microcontrollori e sensori prodotti con i materiali oggi non disponibili.

Se pensiamo a cos’è l’IoT, ovvero un insieme di dispositivi comunicanti, è chiara l’influenza di questa crisi. I chip IoT consentono la comunicazione fra dispositivi, l’archiviazione dei dati e il calcolo. Per questo, la carenza di chip avrà un effetto in questo mercato.

Il caso 5G

Lo studio di Forrester ha esplorato anche la nuova frontiera del 5G.

Questa forma di connettività di nuova generazione potrebbe non essere applicata ovunque. Infatti, è stato visto che nelle aree rurali forse non sarebbe l’ideale.

In queste zone, il 5G potrebbe essere soppiantato dai collegamenti satellitari. La lunga e costosa implementazione del 5G lascia quindi spazio a tecnologie WAN alternative. Secondo il rapporto, il servizio Internet a bassa orbita come Starlink “mostra più promesse del 5G” nelle aree rurali.

Inoltre, i provider di reti cablate potrebbero iniziare a offrire Internet via satellite come servizio di backup, anche se non forniscono connettività wireless.

 Il rischio per l’IoT: un enorme attacco DDoS

Date le note debolezze dell’IoT in termini di sicurezza, Forrester prevede il pericolo di un attacco DDoS su larga scala. Questo verrebbe alimentato da botnet che metteranno significativamente fuori uso le infrastrutture di comunicazione.

Gli attacchi botnet aumentano ogni anno. La scorsa estate abbiamo visto un attacco di 17 milioni di richieste al secondo, seguito da un altro che ha raggiunto 22 milioni di richieste al secondo. Questi impulsi fermano il sistema, arrestandolo, causando quindi il DDoS (Denial of Service).

Il rapporto afferma che gli attacchi botnet per IoT raggiungeranno i 30 milioni di richieste al secondo nel 2022, creando grossi blocchi economici.

Pertanto, Forrester ha suggerito alle aziende di dare un nuovo sguardo alle pratiche preventive da mettere in campo contro questi pericoli.