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Il “white hat” di Natale: gli hacker positivi e la sicurezza informatica

Il “white hat” di Natale: gli hacker positivi e la sicurezza informatica

Proprio come il Natale, i white hat, ovvero gli hacker positivi, portano con sé buone notizie, consigli e regali, così da tener al sicuro tutti noi durante le vacanze.

Al giorno d’oggi, persino Babbo Natale porta con sé smartphone, tablet e altri dispositivi di vario genere! In un mondo così tanto connesso, come è possibile restare sempre al sicuro e proteggersi dai “black hat”?

White hat e black hat, i personaggi della sicurezza informatica

Il colore in queste due definizioni aiuta a distinguere che tipo di hacker si trova dietro la tastiera. Se si tratta di un white hat, l’hacker è benevolo e non cattivo, come invece nel caso dei black hat. Sapere che esistono anche degli hacker positivi, fa molto la differenza in un mondo dove la sicurezza dei nostri dispositivi è così importante.

Sicurezza informatica e dati personali

“Sicurezza informatica” è una delle parole chiave dei nostri tempi. Purtroppo, proprio a causa di cyber-attacchi, cyber-rischi e cyber-criminali, la parola non è sempre utilizzata in circostanze positive. Violazioni di dati personali, dai più importanti, fino a quelli che possono sembrare insignificanti – come la password di Instagram – sono all’ordine del giorno e rappresentano un forte rischio. Cyber-security, hacker, malware e altro ancora: tutte definizioni entrate nel nostro vocabolario, rappresentative dell’importanza di questi temi.

I benevoli white hat

Gli hacker “con il cappello bianco”, tuttavia, sono nostri alleati, hacker positivi dalla parte della legge. Essi indagano sulle vulnerabilità dei sistemi informatici provando a violarli dall’esterno, proprio come farebbe un hacker cattivo. Facendo ciò, scoprono ogni problema relativo a software e hardware, ma usano queste informazioni per rendere il mondo più sicuro. Completamente diversi dai black hat, quindi, che cercano di compromettere dati personali, installare ransomware e lanciare campagne di phishing, traendo profitto dal danno altrui.

Una nuova figura, i grey hat

I grey hat, ovvero gli hacker con il cappello grigio, sono delle figure più o meno neutrali. Essi navigano in rete, cercando di trovare delle falle nelle infrastrutture, ad il solo scopo di dimostrare che è possibile violare qualcosa. Si pongono quindi, proprio come il colore grigio, nel mezzo fra il nero e il bianco, i buoni e i cattivi.

Babbo Natale, il white hat

Nel mondo della sicurezza informatica, il cappello di Babbo Natale non può che essere bianco, essendo una figura tanto positiva. Nonostante questo, però, l’euforia natalizia può a volte portare con sé problemi. Informazioni personali condivise su internet con troppa facilità, click a caso su annunci con offerte, tutti possibili passi falsi fatti nella gara all’acquisto di regali online.

Come sventare possibili rischi

Il clamore dello shopping natalizio è, come abbiamo visto, una fortissima esca per gli hacker. Ma essi possono essere facilmente sventati seguendo poche semplici regole e indossando un cappello bianco, proprio come quello della fazione dei buoni. Proteggersi dalle minacce, non solo durante il periodo natalizio, e non solo nelle nostre abitazioni, ma nelle nostre città intere, è possibile scegliendo e installando un sistema di sicurezza che non difenda solo gli spazi informatici, ma anche quelli fisici. In tal caso si parla di cyber-physical security, la convergenza che vuole integrare i due mondi al fine di raggiungere standard di sicurezza sempre maggiori. RisLab lavora proprio in quest’ambito per superare i limiti di sicurezza e affidabilità. Rislab, infatti, fornisce consulenza e progettazione di sistemi su misura, la gestione e manutenzione di tali impianti, la raccolta e l’analisi dei dati raccolti in una centrale operativa. Quest’intera architettura di monitoraggio ha lo scopo di contrastare in maniera sempre più efficace il lavoro dei black hat, e ogni genere di cyber-rischio.