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Gestione del rischio: strategie proattive e reattive

Gestione del rischio: strategie proattive e reattive

L’uso dei termini “proattivo” e “reattivo” quando si parla di gestione del rischio può lasciare le persone confuse. La gestione del rischio proattiva e reattiva sono due visioni diverse. E come tali devono essere studiate. Comprendere la differenza tra i due approcci è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di mitigazione del rischio. Vediamolo insieme.

Gestione del rischio proattiva e attiva: le differenze

Di base è semplice. La gestione reattiva cerca di ridurre i danni delle potenziali minacce e di accelerare il recupero da esse. Questo approccio presuppone che tali minacce si verifichino comunque alla fine. La gestione proattiva identifica le minacce e mira a prevenire che tali eventi si verifichino.

Gestione reattiva del rischio

Un punto fondamentale di questa strategia è che presuppone che la minaccia sia andata a buon fine. Si reagisce quindi al danno.

Sebbene questo approccio dia il tempo di comprendere  prima di agire, si è sempre un passo indietro rispetto alla minaccia.

L’approccio reattivo però apprende dagli eventi passati e si prepara per gli eventi futuri. Ed è qui il vantaggio di sviluppare strategie in grado di comprendere meglio come evitare violazioni future.

Gestione proattiva del rischio

Come suggerisce il nome, la gestione proattiva del rischio significa identificare i rischi prima che si verifichino. Successivamente poi trovare modi per evitare rischi o alleviare i danni. Ma l’obiettivo è sempre quello di evitare del tutto la minaccia.

Un buon esempio è il test di vulnerabilità. È probabile che qualsiasi azienda di dimensioni medio grandi presenti vulnerabilità nel proprio software sfruttabile da aggressori.  Fare test regolari (o, ancora meglio, continui) può aiutare a riparare quelle vulnerabilità ed eliminare quella particolare minaccia.

La strategia di gestione proattiva offre un maggiore controllo sulla gestione del rischio in generale. Si può decidere quali problemi prioritizzare e quale si è disposti ad accettare.

La gestione proattiva implica anche il monitoraggio costante dei sistemi, dell’IT, della concorrenza, delle tendenze aziendali e così via. Comprendendo il livello di rischi prima di un evento, si possono educare e istruire i dipendenti a riguardo.

Una terza via: la gestione predittiva 

Come suggerisce il nome, si tratta di prevedere rischi, danni collaterali e minacce future. Alcuni componenti predittivi possono sembrare simili a strategie proattive o reattive.

La gestione predittiva del rischio cerca di identificare la probabilità di rischi in una situazione, sulla base di una o più variabili. Ma anche anticipare i potenziali rischi futuri e i necessari controlli da attuare.