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Cyber-crime: quali sono stati gli attacchi più diffusi nel 2021?

Cyber-crime: quali sono stati gli attacchi più diffusi nel 2021?

I dati della polizia postale ci rendono possibile fare un report sugli attacchi di cyber-crime dell’ultimo anno. È stato rilevato un boom di reati senza precedenti. Ma in quali settore operano gli hacker? Quali sono stati i crimini più diffusi l’anno scorso? Il report ha analizzato più di 29mila siti, e ci dà una panoramica interessante sul mondo del cyber-crimine. Vediamo insieme lo scenario in questo articolo.

Il cyber-crime nel 2021

I dati provengono da diverse fonti. Il centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, tra queste. Secondo i report l’anno scorso è stata gestita una media di 15 attacchi al giorno.

Fra quelli di maggiore importanza nel 2021 elencati circa 5mila. Fra questi vi è una grossa varietà di crimini. Nel mirino grandi imprese, servizi informatici nazionali, regioni, e così via.

Anche i dati della Polizia Postale Italiana sono sconcertanti. Molte segnalazioni di crimini riguardano i sistemi informatici critici, il trattamento di dati sensibili, malware… la lista è lunga!

La pandemia ha aiutato il cyber-crime?

La risposta è molto semplice: sì. Secondo la Polizia Postale la pandemia di COVID-19 ha dato adito a molti diversi crimini.

La falsificazione di documenti ufficiali, ad esempio. Green pass, referti medici, e vendita di questi ultimi sul dark web.

Questi solo alcuni dei reati legati alla pandemia (per non parlare poi di malware inviati sfruttando smart working, DAD, etc.)

Il boom di frodi online

Sono stati circa 36 milioni quelli sottratti alle imprese. Parliamo di un settore specifico: il financial cyber-crime. Secondo i dati gli attacchi a sistemi finanziari di medie e grandi imprese sono stati ben 126. Frodi telematiche capaci di estorcere milioni e milioni.

È il social engineering il mezzo utilizzato per condizionare le vittime ed estorcere soldi.

Tecniche come il phishing – la frode e-mail per carpire dati bancari e personali – hanno avuto un boom di utilizzo.

Inoltre, è cresciuto enormemente il mercato della vendita di credenziali rubate. Secondo i dati, circa 18mila reati per le credenziali di internet banking, numeri di carte di credito e wallet cryptovalute.

Lo scenario non è stato per niente roseo.

Cyber-terrorismo: il 2021 ne è stato l’anno

Sono 117mila i siti ispezionati dalla polizia postale nell’ambito del terrorismo informatico. Una delle branche più spaventose del cyber-crime, senza dubbio.

Un numero ingente di questi siti è stato ad oggi oscurato. Ciò a causa dei contenuti estremi presenti sui portali, oltre che istigazione a commettere reati.

Eversione, spionaggio, propaganda jihadista, estremismo di destra, movimenti anarchici. Il cyber-terrorismo è vario e gli attori possono essere sia gruppi indipendenti che aventi alle spalle stati nazionali.

I dati della polizia postale ci rendono possibile fare un report sugli attacchi di cyber-crime dell’ultimo anno. È stato rilevato un boom di reati senza precedenti. Ma in quali settore operano gli hacker? Quali sono stati i crimini più diffusi l’anno scorso? Il report ha analizzato più di 29mila siti, e ci dà una panoramica interessante sul mondo del cyber-crimine. Vediamo insieme lo scenario in questo articolo.

Il cyber-crime nel 2021

I dati provengono da diverse fonti. Il centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, tra queste. Secondo i report l’anno scorso è stata gestita una media di 15 attacchi al giorno.

Fra quelli di maggiore importanza nel 2021 elencati circa 5mila. Fra questi vi è una grossa varietà di crimini. Nel mirino grandi imprese, servizi informatici nazionali, regioni, e così via.

Anche i dati della Polizia Postale Italiana sono sconcertanti. Molte segnalazioni di crimini riguardano i sistemi informatici critici, il trattamento di dati sensibili, malware… la lista è lunga!

La pandemia ha aiutato il cyber-crime?

La risposta è molto semplice: sì. Secondo la Polizia Postale la pandemia di COVID-19 ha dato adito a molti diversi crimini.

La falsificazione di documenti ufficiali, ad esempio. Green pass, referti medici, e vendita di questi ultimi sul dark web.

Questi solo alcuni dei reati legati alla pandemia (per non parlare poi di malware inviati sfruttando smart working, DAD, etc.)

Il boom di frodi online

Sono stati circa 36 milioni quelli sottratti alle imprese. Parliamo di un settore specifico: il financial cyber-crime. Secondo i dati gli attacchi a sistemi finanziari di medie e grandi imprese sono stati ben 126. Frodi telematiche capaci di estorcere milioni e milioni.

È il social engineering il mezzo utilizzato per condizionare le vittime ed estorcere soldi.

Tecniche come il phishing – la frode e-mail per carpire dati bancari e personali – hanno avuto un boom di utilizzo.

Inoltre, è cresciuto enormemente il mercato della vendita di credenziali rubate. Secondo i dati, circa 18mila reati per le credenziali di internet banking, numeri di carte di credito e wallet cryptovalute.

Lo scenario non è stato per niente roseo.

Cyber-terrorismo: il 2021 ne è stato l’anno

Sono 117mila i siti ispezionati dalla polizia postale nell’ambito del terrorismo informatico. Una delle branche più spaventose del cyber-crime, senza dubbio.

Un numero ingente di questi siti è stato ad oggi oscurato. Ciò a causa dei contenuti estremi presenti sui portali, oltre che istigazione a commettere reati.

Eversione, spionaggio, propaganda jihadista, estremismo di destra, movimenti anarchici. Il cyber-terrorismo è vario e gli attori possono essere sia gruppi indipendenti che aventi alle spalle stati nazionali.